Metti una sera a cena…

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Metti una sera a cena….
….questa sera Mr P. e Mr B. si incontrano a palazzo Grazioli per una cena tète a tète. Stasera si fanno i conti, si pagano i debiti. Non vedranno Report i due amici di vecchia data? Forse si, ma si faranno due risate pensando alle rivelazioni della Gabanelli, quando ormai il loro potere è talmente iperbolico che nessuno potrà mai più scalfirlo. L’oligarchia internazionale si sorregge spalla a spalla, è come dire un gioco di squadra che permette il mantenimento condiviso dei privilegi. Ricordate le interviste di P. a suffragio di B. e viceversa? Ricordate quella mitragliata dalla Sardegna nei confronti della giornalista russa qualche tempo dopo l’omicidio della Politkovskaja? La puntata di Report racconta “una storia” vecchia come la storia del mondo, dai faraoni ai re, dalla preistoria al medioevo, dagli imperatori, ai dittatori, ai presidenti. E poi, in una fredda serata di inizio settimana, i televisivi scoprono una storia raccontata da Spiegel International già nel mese di marzo dell’anno in corso e cioè che Nursultan Nazarbayev, il dittatore kazako amico di B. & di P., ha, a libro paga, alcuni insospettabili sostenitori e cioè l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, il suo collega austriaco Alfred Gusenbauer, l’ex primo ministro britannico Tony Blair, l’ex presidente polacco Aleksander Kwaniewski, l’ex ministro degli interni tedesco Otto Schily e il professor Romano Prodi. E già! Gusenbauer, Kwaniewski e Romano Prodi sono ufficialmente membri dell’Intenarnational Advisory Board del dittatore kazako, e ciascuno di loro percepisce lauti compensi. La stampa britannica afferma che Tony Blair, anche lui advisor dell’I.A.B., riceve ogni anno 9 milioni di euro, la stampa autoctona sonnecchia, a parte qualche ardita eccezione. Ma chi è Nursultan Nazarbayev ? A noi italiani, poveri ed ignoranti, ai quali si raccontava che la crisi era una farsa inventata dai comunisti pessimisti e disfattisti, ce l’ha presentato Mr B. che nel 2008, tra una barzelletta e l’altra, tra pezzi di cosce e qualche natica, fraternizzava con l’amico kazako :”Nursultan tu sei un leader molto amato dal tuo popolo”. Pensate a quei poveri disgraziati, quelli che nella vita cercano altre risorse pur di uscire dall’ebetismo culturale imposto da Mediaset, che, a fronte di tali rivelazioni, assistevano al crollo dell’idea che Nazarbayev fosse l’emblema della corruzione e del nepotismo. Ma la storia bussa alla porta di tutti e, qualche anno, dopo si risente parlare del kazako datore di lavoro di Blair, Prodi e Co. e gli italiani poveri, disgraziati e distratti, vengono colpiti da…. un sequestro? ….un arresto? Lì per lì la storia non è chiara, per evitare di essere tacciato di partigianeria, mi affido ad una cronistoria riassunta in un comunicato di Amnesty del 16 luglio scorso che recita:” Il 29 maggio Alma Shalabayeva e sua figlia di sei anni, Alua Ablyazova, sono state prelevate dalla loro abitazione a Roma a seguito di un raid della polizia che avrebbe avuto per obiettivo Mukhtar Ablyazov, sul quale pende un mandato di cattura per accuse di frode e una richiesta di estradizione da parte del Kazakistan. Il 31 maggio, dopo un procedimento di espulsione dalla velocità sospetta, Alma Shalabayeva e sua figlia sono state costrette dalla polizia italiana a salire a bordo di un aereo privato diretto in Kazakistan. Il 12 luglio, il governo italiano ha retroattivamente annullato l’ordine di espulsione, riconoscendo che il rimpatrio forzato di Alma Shalabayeva e di sua figlia aveva violato la legge italiana”. Quello che non è chiaro è :”Chi ha violato la legge italiana e conseguentemente violentato la vita di una donna adulta e di una bambina di sei anni? ” Mi sento di fare alcune riflessioni alle quali farò seguire le conseguenti supposizioni, proprio stasera, nella giornata che dovrebbe fare riflettere tutti gli uomini sulla violenza nei confronti delle donne. Alcuni mezzi d’informazione italiani hanno riportato la notizia che il 6 luglio l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha incontrato in Sardegna il presidente del Kazakistan, Nursultan Nazarbayev. Al momento dell’espulsione, le autorità italiane avevano fatto riferimento a irregolarità nei documenti di Alma Shalabayeva, che avrebbero giustificato il provvedimento. Tuttavia, gli avvocati della donna hanno fornito prove provate sulla validità di tali documenti. È inquietante pensare che una donna e la sua piccola figliola, siano state portate in tutta fretta su un aereo privato, senza un giusto processo, e inviate in un paese dove, tutti sapevano, sarebbero state a rischio di persecuzione. L’inchiesta della polizia italiana è stata supervisionata dal ministro dell’Interno Angelino Alfano, che all’epoca dei fatti era anche il segretario politico del partito di Silvio Berlusconi, il Popolo della libertà. In quanto responsabile di tutte le questioni relative all’immigrazione, comprese le espulsioni, appare allarmante pensare al ministero degli interni che indaga su se stesso. Il ministro Angelino Alfano racconta ai rappresentanti dei partiti la solita storia improbabile del “io non so, io non c’ero e se c’ero dormivo” chiedendo la testa del burocrate di turno che la racconta in altro modo ma, per ragion di stato, viene fatto tacere e, come è d’uso della becera politica, parcheggiato altrove. La gente al bar osa supporre che Alfano taglia una testa per salvarsi il culo e Letta e la Bonino sono complici per ragion di stato. Già qualcuno da tempo sostiene che gli ordini di Napolitano non si discutono e re Giorgio ha imposto una scadenza all’attuale governo. Le ragioni di Alfano si sbriciolano come Pompei, d’altra parte le strette relazioni tra il governo kazako e influenti attori della politica nazionale, fanno supporre che l’ordine del sultano al suo “pupazzo” è stato perentorio, per cui Mr B. chiama Alfano e gli ordina di cacciare madre e figlia kazaka dall’Italia. Lui obbedisce ma è l’ultima volta, a breve i due si lasceranno consensualmente. Letta avrà la sua parte e la sottolinea sommessamente: ” grande” dirà al rilascio della fiducia e intanto si assicura l’annullamento posdatato dell’ordine di espulsione. Schifani in senato paga il conto ad Alfano affermando che: “Nazarbayev non è un dittatore” e che il ministro non è responsabile perchè non sapeva. Il PDM (Partito Democratico Masochista) s’inginocchia. La stessa genuflessione si ripeterà per il caso Cancellieri qualche mese dopo, il vizio è diventato una malattia congenita.
Il finale è perentorio e non ammette repliche. Nursultan Nazarbayev è un dittatore che ha ordinato di sparare sul suo popolo, famoso per inventare accuse contro i suoi oppositori politici. E’ capo di un’oligarchia che vanta una lunga storia di torture, maltrattamenti e processi clamorosamente iniqui. Le onorificenze straniere gli consentono di ordinare all’esercito di sparare sugli operai che chiedono salari migliori e non fare la fine di Gheddafi. 80 morti, 2000 licenziamenti, giornali chiusi, avvocati delle vittime perseguitati, coprifuoco e stato di emergenza. Questo è il Kazakistan ed il suo imperatore.
Il 7 giugno Alma Shalabayeva è stata incriminata per aver falsificato un documento d’identità, reato punito secondo la legge kazaka con una pena da due a quattro anni di carcere. Qualsiasi funzionario o esponente politico italiano coinvolto nell’espulsione di Alma Shalabayeva e di sua figlia di sei anni, a rischio di subire violazioni dei diritti umani, dovrebbe risponderne davanti ad un tribunale del popolo e pagare per la gravità del delitto. Qual’è la differenza tra l’Italia ed il Kazakistan……. 80 morti?

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