Colpo di Cota nella politica della regione Piemonte

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Tra bistecche, hamburger e patatine il presidente della regione Piemonte Roberto Cota (quello per benino, che quando parla sembra che reciti il compitino imparato a memoria) è riuscito a spendere 25 mila e 400 euro di quei poveracci dei piemontesi che ancora non hanno maturato l’idea di farsi restituire il malloppo dalla politica oppure di sculacciare in pubblico ludibrio il proprio presidente di regione.

L’uomo di riferimento della politica della lega nord pimontese, ha un guiness dei primati, udite, udite è riuscito a mangiare alla trattoria da “Celestina” ai Parioli, ben cinque volte nella stessa serata. Alle 23.38 in compagnia di due devoti commensali (tre coperti) per 46 euro, qualche minuto prima alle 23.32 un tète a tète per 30,50 euro e contemporaneamente cioè sempre alle 23.32, ben cinque coperti per 262 euro, ed un minuto dopo, precisamente alle 23,33, dieci coperti per 543,50 euro e contemporaneamente un altro tète a tète per 68 euro.

Ebbene l’uomo venuto dal nord “se magnato” a Roma, in un’unica serata ben 950 euro di bucatini alla matriciana e una tonnellata di saltimbocca alla romana.

A guardarlo non si direbbe, magrino com’è! Ed infatti si scopre che il corpo del reato non è un’esclusiva dell’arte culinaria capitolina, bensì i cittadini piemontesi hanno provveduto anche alle sigarette, spazzolini da denti e deodoranti a gogò.

Tutte spese ovviamente legate alla sua attività politica, d’altra parte anche gli analfabeti sanno che è impossibile governare una regione importante come il Piemonte senza mangiare a quattro ganasce, senza fumare a pieni polmoni, senza lavarsi i denti e senza darsi una spruzzata di deodorante prima di recarsi nella capitale dove, a rigor di logica leghista, la gente puzza.

Pensate che si sono trovati anche due scontrini, ovviamente contratti nello stesso giorno a due ore di distanza uno d’altro, l’originalità del presidente sta nel fatto che uno scontrino è di un ristorante piemontese e l’altro di una boutique romana.

Il vostro “Nembo Kid” rasenta il fondo quando con la vigliaccheria ereditata dal suo primo grande capo, (mi riferisco ai casi: Patelli & Belsito), accusa: “Non sono stato io. E’ colpa della mia segretaria- (Michela Carossa, figlia di un consigliere regionale della Lega Nord, ndr)”. – “E’ lei che deve controllare gli scontrini delle spese confrontandoli con gli impegni segnati sulla mia agenda. E’ lei che deve spuntare quelli che non c’entrano nulla”.

Un vile, il padano Cota, senza dignità e pronto a sacrificare una donna padana, della sua stessa comunità, vittima della politica. Auguro ai piemontesi un sussulto d’amore per la propria terra, confisca dei beni e ludibrio pubblico per Cota con “sculacciamento” in piazza Castello.

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