Storytelling, l’arte di raccontare una storia come strategia persuasiva

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Siamo entrati nell’era “Storytelling”, l’arte di raccontare una storia come strategia di comunicazione persuasiva.

Raccontami una storia, una storia bella. Devi riuscire a farmela vivere come una favola.

Mi devo sentire come quel bimbo che si addormenta tra le braccia della mamma mentre lei mi racconta la favola bella di quel falsone, bugiardo del Pinocchio o di quella zozzona della matrigna di Biancaneve o del lupo stupratore di nonne di Cappuccetto Rosso.

Una storia ben raccontata può fare la differenza e provocare uno stato ipnotico positivo o negativo, può farci piangere, o farci ridere, renderci positivi oppure oscurare d’incanto la giornata e quindi l’importante è che tu abbia una storia da raccontare.

Attenzione non puoi raccontare menzogne, perché le balle sono come gli stronzi e prima o poi vengono a galla, e a quel punto ti sei fregato da solo con le tue stesse mani.

Pensa a quante gente ti ha raccontato delle storie che avevano il sapore dell’epico, del sacrificio, della disperazione che, grazie all’impegno, alla tenacia, all’atto che rasenta l’eroismo, confluiscono in finali dorati, di pace e fratellanza.

E poi, dopo qualche anno, scopri che era una colossale menzogna, che non era vero niente, che si era inventato tutto.

Quante “Vanna Marchi” conoscete? Dal fitness alla danza, dal marketing agli sport più conosciuti, dal lavoro alla politica. Ecco, raccontatemi una storytelling con un finale imbarazzante e senza fare nomi.

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