Vuoi vendere la tua palestra…. parliamone! Non è una provocazione.

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Nel libro che mi sono ripromesso di pubblicare chissà quando, ho descritto un’infinità di azioni affrontate con quel pizzico di follia senza il quale, come sostiene anche Garcia Lorca: “è imprudente vivere“.

Tutte le azioni avevano un unico scopo e cioè quello di provocare il successo dell’iniziativa o dell’impresa alla quale mi stavo dedicando.

E’ stato così nei meravigliosi anni vissuti avvolto dalla musica, e poi in una interessante carriera come consulente artistico e pubblicitario, e poi come discografico e come organizzatore di concerti on the road, di discoteche, di pubbliche relazioni, di eventi, organizzazioni e formazioni legate ai settori del fitness e della danza.

La stessa ricerca del successo era anche in quelle disperate imprese che sono haimè miserevolmente naufragate.

Successi e fallimenti sono alla base della provocazione che con Alessio abbiamo lanciato con “Vuoi vendere la tua palaestra….parliamone!”. 

Posso annunciare che il successo è strabiliante perchè non solo abbiamo raggruppato quelli che hanno deciso di vendere la palestra perchè non riescono a fare profitto della loro impresa, ma abbiamo riscontrato un interesse enorme anche da parte di coloro che chiudono i bilanci in positivo e quindi con notevole soddisfazione dal punto di vista economico.

In tutti regna la riservatezza, ovviamente, nessuno vuol far sapere che è disposto a vendere, ma posso dirvi che sono pervenute oltre 400 proposte di disponibilità di vendita e una ventina di individui invece disposti, come noi, ad investire nel futuro dei club e quindi a resistere.

Dal confronto esce sconfitta la terapia affidata alla mente più o meno esperta dei consulenti di prassi,  quelli che propongono un metodo unico per tutti, senza rendersi conto se non prima di aver fatto danni irreparabili,  che il responso è: “non funziona”. E questo, purtroppo per i club, avviene a seguito di investimenti che non torneranno mai più al mittente.

Ovviamente non tutti consulenti sono uguali, solitamente esce sconfitto quello che promette la luna e che senza fortuite coincidenze, la luna rimane un miraggio e nulla più.

Resta in gioco quel professionista “scavato” che  invita a tirarsi su le maniche ed a giocare al “piccolo imprenditore”.

Insieme alla consapevole riservatezza, c’è il disorientamento mentale ed a questo è possibile porre rimedio, ma ci vuole tempo e danaro da investire.

Il resto sono ipocrisie ed inganni come la storia ha sempre dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio.

Una cosa è certa, da sempre, l’unione fa la forza e solo così è possibile osare di più.

Lo dimostrano le grandi aziende mondiali, le corporation, le marche automolistiche, le banche e tutto quello che vi gira intorno.

Questo è quello che vi proponiamo e cioè : conservare la propria indipendenza ma appartenere ad un gruppo forte e coeso, in grado di risolvere i problemi di tutti grazie all’intelligenza collettiva.

Se non l’avete ancora capito: scantatevi!!!

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