“Funnel” tra attrazione fatale e fascino astratto e contemplativo

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Funnel?

Negli ultimi tempi siamo accerchiati da parole che hanno un fascino astratto e contemplativo.

E questo avviene fino al momento in cui decidiamo di abbandonare lo stato di approssimazione teorica per conoscere e capire e addentrarci in nuove sorprendenti esperienze.

Che cos’è il Funnel e cosa vuole da noi?

C’è un Funnel nella nostra esistenza che continua a roderci dentro e che ispira le più disparate fantasie erotiche ed è quindi arrivato il momento di sbatterlo in prima pagina e di capire se merita la nostra attenzione

E sufficiente un Google translate english to italian per conquistare il primo grande obiettivo e scoprire che Funnel è alfine soltanto un imbuto, un banalissimo e fottutissimo imbuto, che altro non è che un cono rovesciato abitualmente usato per travasare liquidi sublimali, come il vino, in recipienti a bocca stretta.

E noi che eravamo così fatalmente attratti da strane illusioni!

Fieri della prima conquista ci accingiamo a scoprire che i marketer, che sono spacciatori di desideri e personaggi ricchi di una indelebile e proverbiale fantasia contagiosa, l’hanno sottratto ai suoi compiti più naturali ed endemici, per appropriarsene a scopo di  lucro, per produrre una serie di tentativi remunerativi, forse, e che vengono presentati per scontati e al limite della banalità, per infilarci, come prima dose anfetaminica, pensate un po’ la “consapevolezza”.

Bene nel nostro maledettissimo imbuto facciamo scorrere la consapevolezza del prodotto “Pippo”, che sia un piffero, una padella, un corso di formazione, una patata americana, comunque un bene da vendere che una volta inserito nel meccanismo dell’imbuto, è in grado di realizzare la metà dei sogni di una vita.

Infiltrazioni di consapevolezza spesso insufficienti, perché il solo fatto di sapere che il prodotto “Pippo” esiste non genera alcun prurito o curiosità epidermica, ed è quindi ovvio aumentare la dose con qualcosa di più eccitante.

In gergo di strada è necessario tagliarla con una sostanza che si avvicini all’effetto della caffeina e che generi eccitazione al punto che possa addirittura sfociare nella “notorietà”. Ecco la parola mancante.

E sti cazzi! Prima dovete creare Pippo, poi inventare il modo di raccontare al mondo dell’esistenza di Pippo, poi verificare che Pippo sia attraente per il potenziale cliente, e che stimoli il suo l’interesse, e poi?

Ecco come dalla consapevolezza dell’esistenza di Pippo, si passa alla eccentricità del bene stesso che deve provocare eccitazione che si traduce in attrazione, per determinare la notorietà e sviluppare opinione.

Poi, se l’opinione che ne deriva è positiva, come i meschini produttori di beni o servizi dopo qualche viaggio a Lourdes o a Medugorje si augurano, ecco che il passo successivo si concentra sulla scelta, che è come somministrare una droga sintetica di cui una volta iniettata dall’imbuto nella mente del potenziale acquirente, il poveraccio, non riesci più a farne a meno.

Questo piacevole insieme di infiltrazioni assolutamente spontanee e facili da filtrare attraverso la piccola bocca del potenziale cliente, determina la “preferenza” e cioè si concretizza la scelta del prodotto e la vittoria dello spacciatore.

Provate a sperimentare il funnel marketing e ritroverete il sorriso dei tempi migliori. Se poi a qualcuno viene lo spiripicchio di parlarne seriamente….mi trovate qui tra quisquillie e pinzillacchere!

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