Festival: tana, liberi tutti, comincia la stagione della politica in festa…..

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Festival: la politica in festa!

La quiete dopo la tempesta: “Passata è la tempesta, odo augelli far festa… “

Sono arrivate le calde giornate dei “Festival” dell’unità, dei democratici, dei fratelli d’Italia, della lega del nord, del sud e del centro.

Dovrebbero essere momenti di confronto con individui che la pensano in modo diverso sulle strategie da preferire per rendere un paese migliore, ed invece sono delle messe cantate all’unisono, dei cimiteri dell’intelligenza, dove il parere diverso equivale alla contestazione gratuita del potere espresso……. la saga dell’ipocrisia. 

Avviene da anni in politica tutte le estati dove il fritto misto comprende una persistente campagna elettorale, fake news come le pioggie d’autunno, approssimazione, concerti, cinismo, ignoranza ed una serie di “tosi e guaglioni” che gli elettori hanno trasformato in leoni pronti ad affrontare qualsiasi arena festivaliera e che allegramente porteranno questo paese allo sfascio totale, grazie alla mise en place accuratamente preparata dai loro predecessori di destra e di sinistra che negli anni di potere hanno rinviato gli investimenti in infrastrutture ed in istruzione, che hanno abbassato le tasse ai ricchi, che hanno assistito impavidi alla moltiplicazione della povertà, che hanno esibito una notevole dose di incompetenza ed una tonnellata di errori di giudizio ed una combinazione farcita di ideologia e prodotta da interessi privati e spesso illeciti e soprattutto provocando una crescita della diseguaglianza incolmabile.

La crescita economica si sviluppa aumentando le tasse per le corporations e per i più ricchi, chiamatela come minkia volete, diminuendo la pressione fiscale nei confronti dei redditi medio-bassi e sostegno nei confronti dei più disagiati. Investimenti nell’istruzione, tecnologia e infrastrutture e controllo del business delle banche e delle finanziarie. 

Quindi è indispensabile mettere al primo posto della questione politica e morale come affrontare la disuguaglianza economica e procedere ad una ridistribuzione seria e condivisa.

Non lo dico solo io, è quanto sostiene anche il premio Nobel per l’Economia Joseph E. Stiglitz e tanti altri che non hanno voce e che vengono abitualmente silenziati.

A scivere o pronunciare parole come innovazione e cambiamento sono davvero buoni tutti, conoscerne il significato e sviluppare i concetti, è tutta un’altra cosa. 

Non esistono modelli da copiare ma da assimilare e tradurre attraverso le nostre criticità e peculiarità.

Poi se l’ignoranza vi porta a condividere modelli come l’Ungheria di Viktor Mihály Orbán o la Corea del Nord….tana liberi tutti!

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