La propaganda non ha il compito di essere vera ma efficace!

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la propaganda non ha il compito di essere vera, ha invece l’unico compito di essere efficace

Sono certo che avete immediatamente pensato ad un nome su tutti. Ed invece no! Avete pisciato fuori dal secchio, perché a scrivere questa frase attualissima è invece stato nientemeno che Adolf Hitler.

In questo post vi presento una serie di “perfidi” molti dei quali, nonostante una propaganda efficace, hanno fatto una gran brutta fine e sui quali sarebbe necessario qualche centinaio di pagine per ciascuno di loro e che soltanto per esigenze di rete vi racconterò in poche righe.

Conoscerli è indispensabile per evitare le riproduzioni che la storia nel passato, nel presente e nel futuro non può evitare di infliggere ai popoli.

7 personaggi in cerca di una morale che, se guardassimo con una lente di ingrandimento, scopriremmo gli stessi mostri che, con la propaganda efficace, infettano il pianeta  in qualche luogo  vicino o lontano da noi.

Erode che secondo il vangelo di Matteo, non quello che conoscete voi rimbambiti, fece una strage di bambini bianchi e neri.  

Erode non faceva preferenze purchè avessero un’età inferiore ai due anni.  L’obiettivo era quello di uccidere Gesù di Nazareth.

La morale di Erode:”uccidere tutti per ucciderne uno

Diocleziano, l’imperatore romano, grande persecutore di cristiani che portò al massacro migliaia di persone, ma anche al rogo i libri sacri. Provocò la distruzione dei luoghi di culto, la perdita dei privilegi e la galera per il clero

La morale di Diocleziano:”cancellare la cultura di un popolo prima del popolo stesso”

Il prossimo è uno abbastanza sconosciuto ma è stato uno dei primi aguzzini dell’inquisizione spagnola. Tomas de Torquemada istituì processi contro gli ebrei che si convertivano al cristianesimo, dei musulmani e delle donne accusate di stregoneria, infliggendo insopportabili torture e migliaia di esecuzioni.

La morale di Tomas de Torquemada: “l’inquisizione al servizio dell’eliminazione degli avversari e della confisca dei loro patrimoni”.

Leader del movimento della Germania nazista invece non ha bisogno di presentazione. Per ordine di Adolf Hitler morirono 20 milioni di ebrei, omosessuali, testimoni di Geova, zingari, handicappati, malati di mente, prigionieri di guerra, uomini, donne e bambini innocenti.

La morale di Adolf Hitler: “la razza come principio di esclusione – Adolf Hitler: “Essere uno spazzino in un tale Reich sarà onore più alto che essere un re in uno stato estero“.

Karl Brandt fu il medico nazista teorico delle politiche sociali razziste aventi come fine il miglioramento della razza mediante l’eugenetica.

In particolare identificava le “vite di nessun valore” ( in tedesco: lebenunwertes leben): persone con difficoltà di apprendimento, malati mentali, ebrei, zingari…. A tutti questi Karl Brandt voleva impedire la riproduzione per non diffondere i propri geni. Oltre 400 mila persone subirono la sterilizzazione e 70 mila furono uccise nel corso dell’eutanasia nazista. Karl Brandt venne condannato a morte con l’accusa di crimini contro l’umanità.

La morale di Karl Brandt: “Quando un ritardato con gravi squilibri mentali, decide di massacrare individui deboli e malati e di altre etnie, il ritardato con gravi squilibri mentali, muore

Joseph Stalin leader del partito comunista dell’URSS dal 1924 al 1953.

Il dittatore comunista ispiratore della violenza rivoluzionaria, provocò la morte di milioni di persone con il metodo repressivo delle grandi purghe (falsi processi).

Stalin fece uccidere tutti quelli che si sospettava essere avversari del regime circondandosi di uomini fedelissimi ed epurando gli stessi grandi ufficiali dell’Armata Rossa che facilitò l’operazione Barbarossa.

Durante i trent’anni del suo regime impose la deportazione di gruppi sociali nazionali ostili nei campi di lavoro sovietici (gulag).

Una sua costante fu il recupero del nazionalismo panrusso che oggi chiameremo sovranismo e la conseguente ostilità verso il cosmopolitismo e in genere contro ogni tendenza che subordinasse l’interesse nazionale.

La morale di Joseph Stalin:”Se vuoi circondarti di uomini fedeli non puoi pretendere che siano anche capaci”.

Saloth Sar meglio noto come Pol Pot, il dittatore cambogiano responsabile della morte di un milione e mezzo di persone, un terzo della popolazione cambogiana, tra cui bambini e anziani, assassinate mediante torture e massacrate nei lavori forzati, in un paese dove la malnutrizione e la mancanza di assistenza sanitaria rappresentavano la quotidianità.

Il genocidio cambogiano avvenne tra il 1975 ed il 1979 e fu una delle più spietate dittature della storia.

Migliaia di politici e burocrati furono uccisi, mentre Phnom Penh veniva trasformata in una città fantasma dove molti morivano di fame, malattie o giustiziati perchè non iscritti al partito, o anche per  il solo fatto di portare gli occhiali, sufficiente per essere definiti intellettuali e quindi nemici del popolo.

Le mine, che Pol Pot lodava come “soldati perfetti”, erano ampiamente distribuite in tutto il territorio.

Il governo degli khmer rossi ripeteva spesso attraverso la radio che la nuova utopia comunista necessitava solo di un milione o due di persone; per gli altri valeva il proverbio del “Tenervi non comporta alcun beneficio, eliminarvi non comporta alcuna perdita

La morale del regime di Pol Pot : “Prima i cambogiani…..poi…..Prima i comunisti cambogiani!!!

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