All’unisono: destinazione futuro!

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In tempi di crisi è assolutamente auspicabile l’ascolto delle persone che hai vicino, che stimi, con le quali hai modellato nel tempo un rapporto che ti rassicura, con le quali hai affrontato momenti complessi, non certamente gravi come una pandemia o 70 e più giorni di isolamento. Confrontarsi con loro e con le loro sensazioni, i loro desideri e perché no con le loro paure, le stesse che proviamo e che responsabilmente spesso camuffiamo con quella fragile sicurezza che ha lo scopo quasi eroico di rasserenare l’ambiente.

Ciascuno di noi poi assume atteggiamenti diversi. Dal riflessivo attento all’accavallarsi degli avvenimenti, al parere degli esperti, ai dibattiti televisivi, agli editoriali, fino al menefreghismo di facciata che lascia trasparire l’ansia del futuro.

In questi momenti è imperdonabile trascurare le pubbliche relazioni  e chiudersi in un silenzio che non appartiene alla timidezza quanto al timore di mostrare le proprie debolezze. L’obiettivo è comunicare, sviluppare confronti razionali e scegliere le parole adatte al momento. Il silenzio è comunicazione inadeguata e denota stati confusionali e provoca incertezza, imbarazzo, disorientamento.

Da alcuni anni Cruisin’ ha sviluppato con i propri partner ed istruttori quel senso di comunità, che pur sfociando in complimenti più volte sentiti e talvolta gratuiti, ha generato aspettative vere, senso del rispetto, i valori della famiglia, un insieme di persone vere con le quali si riesce a confrontarsi con idee diverse per raggiungere obiettivi comuni. E’ una comunità che ha saputo abbattere il limite dettato dai confini e dalle tradizioni, ed ha saputo riscoprire i veri valori che ci appartengono, il rispetto dell’ambiente, delle specie animali e vegetali, la crescita declinata al plurale nel rispetto dell’intimo individuale.

In varie circostanze Cruisin’ ha mostrato la sua proattività rispondendo ai dubbi che la stessa comunità non poteva nascondere, visto il perdurare della crisi economica ed alfine in seguito alla pandemia . Ora è tempo di ricominciare, con l’enfasi dei momenti più gloriosi, di rinascere a nuova vita e di agire all’unisono come le migliori comunità sanno disporre del loro destino.

E’ finita un’epoca e si apre un’era dove ciascuno troverà la sua nuova dimensione in un percorso che abbiamo tracciato insieme già da qualche anno. L’invito è a non fermarsi, a non tornare indietro, a non cancellare le idee ed i pensieri che abbiamo maturato insieme impegnandoci nel prevedere piuttosto che nel principio esasperato della sottomissione al mainstream, al potere dominante, alle convenzioni di massa.

L’orientamento è stato tracciato, adesso dobbiamo percorrerlo insieme, creando un nuovo lavoro, un’altra professione, un futuro in cui credere rispetto a quel modus vivendi che era diventato un compromesso con noi stessi e con l’ambiente e che già dai tempi di Jeremy Rifkin annunciava sconvolgimenti caratterizzati dalla progressiva scomparsa dei vecchi mestieri e della crescente obsolescenza delle competenze acquisite dalle vecchie generazioni.

Con la stessa intensità con la quale Cruisin’ ha per anni raccontato la fine del lavoro come inteso prima del terzo millennio, vi annuncio la speranza del nuovo. Soffocate l’urlo di chi annuncia la catastrofe socioeconomica con la creatività di un mondo nuovo e di un ordine sociale più giusto, più umano, davvero in grado di abbattere le diseguaglianze.

Studia il passato se vuoi prevedere il futuro e scoprirai che dopo la peste l’umanità ha conosciuto il Rinascimento. Certo la storia non è un mezzo per fare previsioni precise ed accurate e come i saggi avvertono “non si ripete”.

Lo studio della storia non ci mostra il futuro, bensì amplia i nostri orizzonti e ci fa comprendere che l’attuale situazione non deriva da una legge naturale e non è inevitabile e che di conseguenza abbiamo di fronte a noi molte più possibilità di quanto immaginiamo….. se sapremo coglierle!

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