Kaizen metodologie per fare innovazione continua e costante

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Kaizen (kay = cambiare – zen =in meglio)

Esistono due metodologie per fare innovazione continua e costante, una si avvale dei principi classici che prevedono una scissione netta con il passato in termini rapidi e radicali, l’altra che invece si basa su una crescita lenta con modifiche in via di lento sviluppo.

Masaaki Imai, noto economista nipponico, è solito dire che al mondo ci sono un’infinità di maestri che posseggono l’arte della conoscenza ma se poi vengono invitati ad occupare un posto in azienda non sono in grado di risolvere il benchè minimo problema.

Che ne pensate? Io sono d’accordo con l’economista giapponese, lo stesso, tra l’altro, che aveva una trentina di anni fa, coniato il termine Kaizen che sta per “cambiare in meglio”.

Se vuoi seguire il metodo Kaizen devi conoscere le cinque regole fondamentali per migliorare performance e competitività del club:

Prima regola: non accettare soluzioni a breve termine sono espedienti che possono solo peggiorare la situazione e provocare ulteriori danni su quelli già esistenti. Meglio progettare una strategia a lungo termine facendo confluire una serie di elementi che per modificare l’iter precedente hanno bisogno di tempo

Seconda regola: mai e poi mai lasciare al middle management aziendale la soluzione dei problemi. Tutti i quadri dirigenti, dal titolare al club manager, devono essere coinvolti nella discussione e nel problem solving, non come illustri presenti, bensì come parte integrante e responsabile di qualsiasi decisione uscirà al fine del brainstorming per la riorganizzazione del club

Terza Regola: Masaaki Imai sostiene che a fronte di qualsiasi decisione che coinvolge la vita dell’azienda, è indispensabile il confronto con tutti i livelli aziendali anche quelli ritenuti non idonei per le loro competenze, nella considerazione che l’eventuale nuovo modello di gestione della produzione non può prescindere dal parere dei vari stockolder

Quarta Regola: fare leva sulla flessibilità e sulle dimensioni tipiche delle piccole e medie imprese. In questa quarta regola Imai ci tiene a sottolineare che fare Kaizen non significa fare copia e incolla di modelli provenienti da grandi imprese adattandoli ad aziende di dimensioni minori. Proprio le piccole aziende hanno maggiori probabilità di successo perché la struttura snella permette loro allineamenti più veloci in ogni area del club

Quinta Regola: se nel caso di una situazione critica siete in dubbio tra una ristrutturazione finanziaria oppure una riorganizzazione operativa, non esitate a rimettere al centro il know how interno, le eccellenze produttive, quindi la riorganizzazione operativa, Masaaki Imai non ha dubbi.

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