Case study : Alex story ed il processo di sviluppo del team

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Case study : Alex story ed il processo di sviluppo del team

Alex venne scelto, tra tanti candidati, per interpretare il ruolo di club manager all’interno di un network di palestre che faceva capo ad un Cda formato da diversi soci, chi più chi meno, responsabili della gestione e presenti nelle varie sedi.

Prima di questo compito Alex aveva guidato un piccolo centro con quattro o cinque istruttori che si affidavano completamente alla sua esperienza ed alle sue iniziative, oltre a svolgere un’attività di freelance a livello nazionale ed avere un ottima preparazione per aver ultimato gli studi in scienze motorie ed aver ottenuto anche l’abilitazione all’insegnamento.

Alex si sentì immediatamente responsabile del team di istruttori di questo piccolo network, formato da una decina di club, con mansioni precise come la formazione tecnica del personale, la consapevolezza di essere un team propositivo nella scelta dei programmi e nella coerenza della distribuzione degli stessi, nelle relazioni con la clientela e nello stesso tempo preoccupato di un incarico che prevedeva un ruolo di formazione e supervisione degli operatori che già agivano o che avrebbero agito nel dipartimento tecnico dei vari club del network.

Alex aveva ricevuto l’incarico dal presidente del Cda, che è anche il maggior azionista dell’azienda, che più di ogni altro sentiva il bisogno di una figura di master trainer alla guida del reparto istruttori che fino ad allora sopravviveva in un sistema di anarchia dominante, tra freelance worker e dipendenti a tempo determinato, a qualche figura assunta a tempo indeterminato e, stagione dopo stagione, ad ingressi ed uscite di istruttori senza alcuna specializzazione, nella media che il territorio era in grado di proporre.

Ad Alex erano stati forniti diversi target da raggiungere. Era stato presentato in pompa magna ai suoi colleghi e l’eco delle sue performance aveva diffuso nell’aria un’illusoria sensazione di piacevole attesa non unanimemente condivisa.

All’inizio l’impatto è stato indubbiamente positivo, aveva incontrato i vari istruttori insieme e singolarmente per conoscerli e spiegare cosa voleva da loro e aveva tenuto diverse riunioni con parte del team delle varie sedi per condividere le idee i programmi e aggiornare tutti sui passi da compiere per ottenere i primi obiettivi.

E come tutte le iniziative di questo genere inizialmente le cose sembravano procedere con i migliori auspici tanto che Alex era convinto di essere sulla strada giusta!

Ma……….

Se volete conoscere la storia di Alex scrivetemi. Sarà possibile così affrontare e comprendere concretamente i passaggi spiegati nei post precedenti (Forming – Storming – Norming – Performing…..), ed in particolare:

il processo di sviluppo del team,

la dipendenza dal club manager,

gli stadi protettivi che è preferibile non invadere,

i conflitti interni,

l’esigenza di identità,

l’influenza delle varie cricche,

il confronto,

i personaggi scomodi, come riconoscerli,

le invidie,

le provocazioni,

la ribellione alla leadership,

la dissociazione,

il sesso,

le sensazioni di blocco fino alla razionalizzazione del proprio posizionamento all’interno del club.

C’è tanto da spiegare e lasciate questo compito a chi ha guidato team complicatissimi verso un successo che è andato ben oltre i propri confini naturali

Se volete conoscere il prosieguo della storia di Alex scrivete a enniotricomi@cruisin.it  oppure se siete amici di Ennio Tricomi su Fb inviatemi un messaggio e, per voi ma solo per voi, la storia di Alex continua……

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