Futuro: “Prevedere il Futuro” non è merce per gli immancabili cretini del settore

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Futuro : Prevedere il futuro…..

La ricerca scientifica “Prevedere il Futuro” sviluppata con il metodo Delphi, ha ricevuto al Forum di Bologna ampi consensi e interessanti e positivi commenti, al punto che abbiamo deciso di ampliarla e di renderla al pari di un testo scientifico con pretesa di essere fondamentale strumento di lavoro,  guida, guru, mentore, musa ispiratrice per tutti quei titolari che ne potranno trovare giovamento o che, per sfiga o per ignoranza, sono finiti nelle fauci di qualche “cretino storico del fitness” che, nella sua proverbiale imbecillità, riesce ad abbinare al “divino” Otelma,  il metodo Delphi. (Informatevi sulla scientificità e consistenza del metodo Delphi, ideato e sviluppato da Helmer-Dalkey-Rescher della Rand Corporation tra gli anni ‘50 e gli anni ’60, prima di proferire idiozie che non fanno altro che caratterizzare l’ignoranza che vi sovrasta).

Da “Prevedere per decidere”(edizioni Diogene 2016), un testo di Marco Galleri, che si occupa da diversi anni di tecniche di direzione aziendale:

La base filosofico-simbolica del metodo Delphi si può ricondurre a Locke, per cui la verità è sperimentale; nel suo modello empirico l’abilità sta nella riduzione dal complesso ai suoi elementi semplici.

In questa ottica i dati rilevati sono preliminari e separati dalla teoria.  Altri fanno riferimento a Kant: la verità è sintetica, cioè riguarda sia la teoria che la pratica, dunque i dati rilevati sono inseparabili dalla teoria.

Altri ancora ascrivono al metodo Delphi una componente hegeliana, relativa alla dialettica tra concezioni antitetiche: il valore di informazione non deriva  dai dati ma esclusivamente dalla loro interpretazione; questa impostazione ha trovato applicazioni pratiche (Policy Delphi) nella pianificazione pubblica (ambientale, urbanistica, energetica).

Recentemente si è avuta conferma che l’intelligenza di un gruppo di animali in movimento non è solo la somma delle capacità individuali e che lo stesso vale anche per i sistemi complessi, dai robot al cervello umano. Anche un buon gruppo è più della somma dei suoi giocatori e ciò è cruciale per delle valide previsioni.

Cercherò di sintetizzare in questo articolo quanto possa essere debilitante per il settore la presenza di elementi fatui e speculatori che tentano di abusare dell’ignoranza di alcuni individui vendendo metodi e teorie, spacciandoli per loro competenze e tentando con metodi truffaldini di screditare i ricercatori e le intelligenze di questo triste, altro che “felice”, paese.

Il prof. Domenico De Masi è docente emerito di sociologia del lavoro presso l’Università La Sapienza di Roma, e già preside della facoltà di Scienze della Comunicazione nello stesso ateneo.

Il prof. De Masi, insieme a tutti coloro che hanno realizzato delle indagini scientifiche basate sul metodo Delphi, è stato profondamente ferito ed insultato da un meschino individuo che ha tentato di delegittimare una ricerca compiuta con metodo scientifico, lo stesso metodo usato nella ricerca per determinare gli effetti del progresso tecnologico sull’occupazione e tanto altro, nel fitness.  Ricerca alla quale hanno già cooperato alcuni tra i migliori esperti e ricercatori del settore e guarda caso gli insulti e il tentativo di demonizzazione arrivano dalla stessa fonte che aveva attentato alla competenza e conoscenza del prof. Cristiano Lollo soltanto pochi mesi fa.

“Per progettare qualsiasi futuro, e in particolare quello del lavoro, – sostiene il prof. De Masi nel suo “Lavoro 2025 il futuro dell’occupazione e della disoccupazione” –  occorre prevederlo”.

Adesso anche i più ottusi comprenderanno perché in un passato ormai remoto ci siamo sbarazzati dei soliti noti incompetenti.

Leggendo negli anni i testi di grandi filosofi, esperti e ricercatori, abbiamo appreso che i mediocri odiano il talento, che l’ingordigia può generare mostri e che l’inettitudine e la superbia sono formidabili alleati, per cui questo articolo si conclude con una frase di Winston Churchill che suggeriva: ” Non arriverete da nessuna parte se vi fermate a tirar sassi ad ogni cane che abbaia” con grande rispetto e devozione per tutti i cani dell’universo, meglio dimenticarsi che ogni tanto, e può succedere, che un cretino attraversi la tua strada.

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